HandMade Fregene

Hand Made Fregene Bistrot – Una storia di amore e cucina

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Ci sono sere che proprio non hai voglia di accendere i fornelli e decidi di concederti una piacevole serata alle porte di Roma.

Ed è cosi che abbiamo scoperto Hand Made Bistrot a Fregene, un delizioso ristorante gestito da una coppia di ragazzi davvero in gamba, Davide e Giulia.

Due ragazzi semplici e alla mano ma con un grandissimo background che li ha visti lavorare a fianco di nomi illustri della ristorazione fino al coronamento del loro sogno, quello di aprire un ristorante tutto loro nella città nativa di Davide. Nasce così Hand Made, dove tutto è prodotto in casa, lontano dagli schemi tipici della ristorazione di Fregene, puntando ad una cucina semplice ma nello stesso tempo ricercata.

Veniamo subito accolti con il sorriso e decidiamo di sederci fuori approfittando del leggero e piacevole venticello che ci farà compagnia per tutta la serata!

Il menu ci colpisce fin da subito per l’originalità dei nomi assegnati ai piatti; “un piatto de panza”, “sicuramente non te strozzi” e tanti altri che mettono allegria solo a leggerli. La filosofia del locale è impostata su pochi piatti ma il menu varia ogni 2-3 settimane perchè la creatività di Davide non ha limiti.

La nostra cena comincia con delle simpatiche entrèe: il negroski, un cuore morbido di burro di cacao da mangiare in un sol boccone per sentire esplodere in bocca il sapore di un delizioso cocktail; tataki di tonno con panna acida e caprino con uova di pesce e basilico su buccia di patate. Veniamo subito conquistati dalla cucina di Davide perchè ogni boccone è delizioso e presenta un perfetto equilibrio di sapori.

HandMade Fregene

Anche la cassetta del pane ci stupisce perchè composta da diversi pani homemade quali panino al sesamo, focaccia al rosmarino e panino al vapore con burro. La prova assaggio è obbligatoria e lo diventa ancora di più perchè ci viene abbinato un olio pugliese, il Paglione. Chi ci conosce sa quanto adoriamo la scarpetta del pane nell’olio!!!

Gli antipasti che assaggiamo sono un baccalà fritto, con peperoni rossi e gelato al cappero e un polpo alla brace con panzanella toscana. Il polpo è morbidissimo, si scioglie letteralmente in bocca mentre le polpettine di baccalà sono squisite e ci conquista fin da subito il gelato al cappero, mai provato finora ma piacevole per il suo sapore fresco e allo stesso tempo intenso.

Proseguiamo assaggiando due primi piatti; dei deliziosi ravioli del plin con coniglio all’ischitana e linguine con cozze, bottarga di muggine e ginepro.

Ciò che ci ha sorpresi durante la cena è come tutti i piatti di Davide fossero davvero ben equilibrati; Davide utilizza al massimo 4 ingredienti differenti per piatto ma l’equilibrio che ne deriva all’assaggio  è sempre sorprendente e mai banale.

HandMade Fregene

Abbiamo poi terminato la nostra cena con due dolci da leccarsi i baffi; un  millefrolle con cialde di ovis mollis, confettura d’albicocche e limone e cannella handmade, namelaka al cioccolato bianco, sorbetto d’albicocca e lavanda e un rocher fatto da  una pralina al cioccolato fondente, cremoso soffice alla nocciola, spugna alla nocciola, sorbetto ciliegia e violetta, confettura di ciliegia e gel di lamponi. Bisogna assaggiarli per poter comprenderne appieno la bontà!

HandMade Fregene

Dulcis in fundo l’assaggio di piccola pasticceria tra una mini panna cotta e un cioccolatino allo zenzero.

Siamo rimasti davvero stupiti nel trovare una realtà così degna di nota a Fregene e non vediamo l’ora di tornare per assaggiare i nuovi menu di Davide.  Vedere una coppia di ragazzi così talentuosi e vogliosi è stato davvero bello per noi soprattutto perchè la loro passione arriva tutta in ogni singolo piatto che abbiamo assaggiato. Se avessimo trascorso la notte a Fregene avremmo sicuramente assaggiato la colazione della pasticceria “La Dolceria” gestita da Giulia  che si trova proprio vicina al ristorante. Quando siamo andati via Giulia stava preparando i cornetti per l’indomani; noi ci siamo fatti raccontare le golosità che ogni giorno prepara, ma questo è un altro capitolo che non vediamo l’ora di scrivere appena torneremo in quel di Fregene.

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