Filodolio: ci siamo lasciati corteggiare dall’olio d’oliva

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Nuovo evento per i cookini che questa volta sono stati invitati presso Filodolio, un ristorante nel quartiere Africano che da poco ha compiuto un anno. Appena entrati, rimaniamo piacevolmente stupiti dal locale che si articola su due piani per un totale di circa 40 coperti interni.  Al piano inferiore c’è un piccolo angolo per la spillatura della birra e poi c’è la cucina a vista dove a farla da padrone è il giovane chef Alfonso Aquino.
Protagonista del ristorante è l’olio extravergine di oliva ; Filodolio si propone  di valorizzarne le varietà e ne seleziona dodici di qualità superiore , uno per regione, ognuno col suo carattere e i suoi sentori.
Il menu di Filodolio, pertanto, è un percorso sensoriale dove ciascun piatto, dall’antipasto al dolce, è arricchito dal filodolio giusto, versato a crudo, che ne esalti il sapore e le caratteristiche.
Iniziamo, quindi, il nostro viaggio con delle entrèè davvero particolari:  delle chips allo zafferano, agli spinaci e al nero di seppia. Croccanti e deliziose.
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Chips nero di seppia, spinaci e zafferano
Proseguiamo con due fette di pane abbrustolito insaporite da due tipi diversi di olio; questo piatto così semplice ci conquista fin da subito riportandoci anche all’infanzia quando le nostre nonne ci preparavano la merenda a base di pane e olio.
Indecisi su quale antipasto scegliere decidiamo di optare per  l’Uovo a 65°, spuma di patate affumicate, cioccolato fondente  e crostini e la Cheesecake di alici alla colatura con maionese al basilico.
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Cheesecake di alici alla colatura con maionese al basilico
Rimaniamo senza parole; l’uovo è qualcosa di delizioso da onorare fino all’ultimo con la “scarpetta” e la cheesecake è superlativa e presentata in maniera davvero ineccepibile.
Proseguiamo con i primi e scegliamo Tortelli di pollo, crema di peperoni, zabaione di parmigiano, capperi e olive disidratate e Risotto al broccolo romano, burrata affumicata e pomodori secchi; ogni piatto si fa mangiare prima con gli occhi e poi con la bocca: gli impiattamenti sono fantastici e anche queste due combinazioni sono davvero deliziose.
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Tortelli di pollo, crema di peperoni, zabaione di parmigiano, capperi e olive disidratate
Per secondo assaggiamo la Guancia con cipollotto fondente e scarola liquida e al primo boccone ci accorgiamo di quanto si sciolga in bocca; e proseguiamo con il Polpo alla plancia, sedano rapa olive taggiasche e cenere di verdure.
Siamo curiosi di arrivare al dolce e provare per la prima volta l’abbinamento dolce-olio; scegliamo la Spuma di ricotta di bufala, pistacchio di Bronte, mela verde e “filodolio” e la Panna cotta, mango e “filodolio”. La spuma è qualcosa di davvero delizioso, la delicatezza della crema contrastata dalla nota aspra della mela verde e a finire il filodolio che dà al dolce un sapore unico. La panna cotta si presenta ai nostri occhi come un quadro, così bella da vedere che quasi non vorresti tagliarla. Un sapore fresco che ti conquista al primo morso e poi ci sono le praline di cioccolato bianco con ripieno al mango che vanno assaggiate per comprenderne la bontà.
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Spuma di ricotta di bufala, pistacchio di Bronte, mela verde e “filodolio”
Al termine della cena abbiamo modo di scambiare quattro parole con lo chef;  è giovane ma ha le idee chiare. Ci racconta di lui, delle sue esperienze passate, della cura che utilizza nella preparazione dei piatti.
Poi ci sono loro, i proprietari, disponibili e gentilissimi che ci hanno accolto con il loro sorriso dall’inizio alla fine della serata.
Che dire? Una sola parola; a presto Filodolio!

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